non c’è nessuno che smetta di fumare.
si sospende, al massimo. per giorni. o per mesi; o per anni. ma nessuno smette. la sigaretta è sempre lì, in agguato. qualche volta salta fuori nel bel mezzo di un sogno, magari cinque, o dieci anni dopo aver “smesso”.
allora senti il contatto delle dita sulla carta; senti il leggero, sordo, rassicurante rumore che fa quando la batti sul piano della scrivania; senti il contatto delle labbra sul filtro ocra; senti lo scratch del fiammifero e vedi la fiamma gialla, con la base azzurra.
senti addirittura la botta nei polmoni, e vedi il fumo che si diffonde tra le carte, i libri, la tazzina di caffè.
è allora che ti svegli. e pensi che una sigaretta, una sola non può fare nessuna differenza. […] comunque vada, in quei momenti capisci che l’espressione smettere di fumare è un concetto astratto. la realtà è diversa.
ad occhi chiusi, gianrico carofiglio
iononfumoperché
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collectionofmemoranda said:
whaaaat? :|
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dapa said:
Io invece non fumo per altre ragioni. Le persone si lavano, si deodorano, e poi puzzano di fumo. Civiltà dove sei?
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